Alessio, il Bordatore


C’è spes­so nel­la vita degli arti­gia­ni una nota comu­ne. Una pri­ma vita, una pri­ma atti­vi­tà pro­fes­sio­na­le cui segue l’approdo nel mon­do del ‘”fat­to a mano”. E’ il caso di Ales­sio Davi­de Nigro che  dal 2005 gio­va­nis­si­mo diven­ta orgo­glio­sa­men­te “il bor­da­to­re”, uni­co in Ita­lia, dopo un impe­gno nel­la risto­ra­zio­ne che in ogni caso lo for­ma nel rap­por­to con il pubblico.

Poi una scom­mes­sa che è pas­sio­ne allo sta­to puro. E qui la sto­ria diven­ta dav­ve­ro par­ti­co­la­re ed uni­ca. Per­ché chi è oggi un bor­da­to­re? E’ un arti­gia­no che con un occhio al pas­sa­to ed uno sguar­do ampio al futu­ro si costrui­sce un pre­sen­te di suc­ces­so iper­spe­cia­liz­zan­do­si nei bor­di di tap­pe­ti e moquet­te cui nel tem­po ha aggiun­to – aiu­ta­to dal­la moglie Car­men – anche la ripa­ra­zio­ne e restau­ro di tap­pe­ti dai più sem­pli­ci a quel­li di pregio.

Quan­do lo con­tat­tia­mo per l’intervista è a Pari­gi a bor­da­re le pas­sa­to­ie dei nego­zi Guc­ci. E poi par­lan­do­gli emer­ge che anche brand del­la nau­ti­ca di lus­so come Azi­muth e Fer­ret­ti o pri­va­ti e archi­tet­ti in Costa Azzur­ra, Lon­dra, Tur­chia si avval­go­no del­la sua pro­fes­sio­na­li­tà per la scel­ta dei rive­sti­men­ti e la mes­sa in ope­ra dei famo­si bor­di. Bor­di che non sono una sem­pli­ce fini­tu­ra come si potreb­be imma­gi­na­re ma il vero plus tec­ni­co e di mate­ria­le che fa la dif­fe­ren­za. Ed è straor­di­na­ria­men­te tut­to “made in Ita­ly” o per meglio dire “made in Turin”.
Ci rac­con­ta nel suo labo­ra­to­rio di via Sant’Ambrogio, di una pre­pa­ra­zio­ne manua­le e di una rifi­ni­tu­ra mec­ca­ni­ca con mac­chi­ne da “ester­no” che gli con­sen­to­no di ese­gui­re le lavo­ra­zio­ni diret­ta­men­te in sede. Le con­su­ma le mac­chi­ne. Ci rac­con­ta di diver­se tipo­lo­gie di bor­di così come dell’evoluzione nel­la scel­ta del­la moquet­te. La qua­li­tà è un valo­re imprescindibile.

Ales­sio non cono­sce cri­si ma si man­tie­ne umi­le ed affi­da­bi­le. Ado­ra viag­gia­re e que­sto lavo­ro-pas­sio­ne glie­lo con­sen­te. Gli chie­do qual­che nume­ro per visua­liz­za­re meglio i suoi bor­di : 2/3 km di bor­da­tu­re per un alber­go. O anco­ra 5 pia­ni di sca­le a giro con pez­zi non stan­dard e la neces­si­tà di far com­ba­cia­re i disegni.

Cha­peau!

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