Voci Fuori Campo: Elena Patris

La creatività è terapeutica?

La crea­ti­vi­tà con­cor­re a gene­ra­re salu­te, è uno degli ele­men­ti di cui è fat­ta la salu­te. Insi­sto sul tema del­la salu­te per­ché pen­so che sia impor­tan­te por­ta­re l’at­ten­zio­ne non tan­to sul cura­re, quan­to piut­to­sto sul pren­der­si cura degli aspet­ti di cui è fat­ta. Il mon­do in cui vivia­mo è com­ples­so e incer­to, e la salu­te pas­sa soprat­tut­to attra­ver­so il rico­no­sci­men­to di que­sta con­di­zio­ne esi­sten­zia­le e la capa­ci­tà di aver­ci a che fare. La vita ci pro­po­ne vari pas­sag­gi, da deci­sio­ni del quo­ti­dia­no a inve­sti­men­ti pro­get­tua­li, da sal­ti bio­gra­fi­ci a perio­di di stress, da malat­tie impre­vi­ste a cri­si socia­li, e noi dob­bia­mo attrez­zar­ci per affron­tar­li e man­te­ne­re il nostro equi­li­brio vita­le. Nes­su­no è suf­fi­cien­te­men­te attrez­za­to per cer­te sfi­de, ma pos­sia­mo fare mol­to per pren­der­ci cura di noi stes­si e degli altri e impa­ra­re così a scor­re­re nel­la vita come un fiu­me che model­la le spon­de e da esse è modellato.

Non sem­pre è pos­si­bi­le muo­ver­si in una logi­ca linea­re, ma occor­re sta­bi­li­re con­nes­sio­ni tra con­te­sti e aspet­ti dif­fe­ren­ti, tra­sfor­ma­re, imma­gi­na­re, inven­ta­re mon­di pos­si­bi­li, biso­gna impa­ra­re, insom­ma, a fab­bri­car­si le pro­prie solu­zio­ni e dar­si i pro­pri signi­fi­ca­ti. La crea­ti­vi­tà, dun­que, è uti­le per imma­gi­na­re altre pos­si­bi­li­tà per sé, per diven­ta­re capa­ci di fare con quel­lo che c’è e di imma­gi­na­re quel­lo che non c’è. Per­ché la crea­ti­vi­tà non è solo domi­nio di arti­sti o arti­gia­ni, ma chiun­que può esse­re crea­ti­vo, anzi lo è, anche se non sem­pre ce ne ren­dia­mo con­to. Eppu­re la bio­gra­fia di ognu­no di noi è pie­na del­le solu­zio­ni che ci sia­mo inven­ta­ti per risol­ver­ci la vita quan­do non anda­va come volevamo.

Non cre­do che ci sia­no per­so­ne crea­ti­ve, cre­do piut­to­sto che sia­no gli atti ad esse­re crea­ti­vi, e che que­sta capa­ci­tà, quel­la di fare atti crea­ti­vi, sia qual­co­sa che si può alle­na­re, sgom­be­ran­do il cam­po da giu­di­zi. Arti­sti e arti­gia­ni, sem­mai, pos­sie­do­no la tec­ni­ca per crea­re e l’a­bi­tu­di­ne e l’in­cli­na­zio­ne non solo a imma­gi­na­re pos­si­bi­li­tà, ma anche a rea­liz­zar­le, a dare cor­po, a met­te­re mano. Mi pia­ce l’immagine del­la bot­te­ga arti­gia­na­le, per­ché evo­ca il pre­zio­so reper­to­rio di pos­si­bi­li­tà di dare for­ma al mon­do che pos­sia­mo tro­va­re nel loro lavo­ro, sco­van­do spes­so qual­che signi­fi­ca­to uti­le per la nostra vita e qual­che sti­mo­lo per avvia­re i nostri pro­ces­si creativi.

Ele­na Patris
Psi­co­lo­ga a orien­ta­men­to siste­mi­co rela­zio­na­le che da vent’anni si pren­de cura del­la salu­te del­le per­so­ne, accom­pa­gnan­do­le a esplo­ra­re modi alter­na­ti­vi di affron­ta­re un pro­ble­ma e a riap­pro­priar­si del­le com­pe­ten­ze per il cam­bia­men­to. Svol­ge la sua atti­vi­tà in libe­ra pro­fes­sio­ne facen­do con­su­len­ze con indi­vi­dui, con cop­pie, con fami­glie e con grup­pi. È coi­dea­tri­ce di Land Art Lab e cura il blog Map­pa­mon­di Cara­vel­le e Can­noc­chia­li: www.elenapatris.it