Littera Antiqua, la carta prende forma con Giovanna e Bianca


Un’e­di­zio­ne par­ti­co­la­re del­la Divi­na Com­me­dia, degli anni 20, di 50 cm per un metro con la coper­ti­na in assi di legno rive­sti­ti in pel­le. E’ uno dei lavo­ri più par­ti­co­la­ri che Gio­van­na Mar­chet­ti e Bian­ca Maria Bor­do­ne, da 10 anni insie­me nel­l’av­ven­tu­ra di “Lit­te­ra Anti­qua”, lega­to­ria in via Ormea , han­no affron­ta­to. La loro avven­tu­ra comin­cia nel dicem­bre 2011: “la pas­sio­ne per car­ta e libri che fin da pic­co­le abbia­mo avu­to – rac­con­ta Gio­van­na- ci ha acco­mu­na­to. Anche se abbia­mo ori­gi­ni pro­fes­sio­na­li diver­se: io ho stu­dia­to let­te­re moder­ne con indi­riz­zo arti­sti­co,  la mia col­le­ga archeologia”.

Nel loro labo­ra­to­rio,  si occu­pa­no del restau­ro e con­ser­va­zio­ne di car­te e libri anti­chi ma anche del­la rea­liz­za­zio­ne di ogget­ti in car­ta: qua­der­ni, album per foto­gra­fie,  bigliet­ti per varie ricor­ren­ze, ma anche bijoux. Loro crea­zio­ne il “Paper Dia­ry” un dia­rio agen­da inte­ra­men­te com­po­ni­bi­le ed adat­ta­bi­le alle esi­gen­ze per­so­na­li, ven­du­to  in kit in edi­zio­ne limi­ta­ta. “Ogni ogget­to, libro o docu­men­to rea­liz­za­to in car­ta, all’in­ter­no del nostro labo­ra­to­rio è con­si­de­ra­to un esem­pla­re uni­co ed irri­pe­ti­bi­le di cui pren­der­si cura, sia nel­la rea­liz­za­zio­ne del nuo­vo così come nel recu­pe­ro del­l’an­ti­co “. “Ogni libro da restau­ra­re ha un suo pro­get­to- spie­ga­no- lavo­ria­mo con pri­va­ti, con i col­le­zio­ni­sti.  Ulti­ma­men­te i libri che ripri­sti­nia­mo di più sono i ricet­ta­ri,  che pas­sa­no di mano in mano,  di gene­ra­zio­ne in gene­ra­zio­ne. Spes­so poi ci capi­ta­no anche libri di Pinoc­chio,  anche quel­li con mec­ca­ni­smi di pop up.  Sul testo di Col­lo­di c’è, infat­ti, un gran­de collezionismo “.

Tra gli ulti­mi lavo­ri anche il recu­pe­ro di un qua­der­no di ricet­te dei pri­mi del 900 di un medi­co di Vil­lar­bas­se “scrit­to pic­co­lo pic­co­lo”. Ma il lavo­ro di Gio­van­na e Bian­ca non si fer­ma qui: da diver­so tem­po orga­niz­za­no cor­si di ripri­sti­no di car­te anti­che e lega­to­ria. “La gen­te ha voglia di stac­car­si dal pc,  di met­ter­si alla pro­va, di rea­liz­za­re ogget­ti con le mani. Ora il Covid ha fer­ma­to que­sta atti­vi­tà.  “Ave­va­mo anche aper­to uno spa­zio qui accan­to,  desti­na­to ai cor­si ed al cowor­king arti­gia­na­le dan­do la pos­si­bi­li­tà di affit­ta­re posta­zio­ni per rea­liz­za­re ope­re di pit­tu­ra,  di poe­sia, di scrit­tu­ra ma, per ora, è tut­to sospe­so.  I cor­si abbia­mo pro­va­to a far­li onli­ne ma non fun­zio­na”. Per il futu­ro i pro­get­ti non man­ca­no: “sto seguen­do cor­si di arte­te­ra­pia ‑spie­ga Gio­van­na- mi pia­ce­reb­be aiu­ta­re le per­so­ne a tira­re fuo­ri la pro­pria espres­sio­ne arti­sti­ca attra­ver­so la rea­liz­za­zio­ne di manufatti”.

Bian­ca pro­se­gue la sua atti­vi­tà di arti­sta ed ha rea­liz­za­to l’o­pe­ra “De Amo­ris Ana­to­mia”, che ha ori­gi­ne da una rifles­sio­ne sui rap­por­ti sen­ti­men­ta­li,  rilet­ti fra le pagi­ne dei dia­ri del pas­sa­to e sull’ amo­re in gene­ra­le,  soprat­tut­to vis­su­to in epo­ca Covid. Dopo aver inter­pel­la­to via mail un’ot­tan­ti­na di cono­scen­ti ne è nato un testo stam­pa­to i cui fogli sono ser­vi­ti a rive­sti­re inte­ra­men­te un mani­chi­no sar­to­ria­le. La lega­to­ria “Lit­te­ra Anti­qua” ha cer­ta­men­te anco­ra tan­to da raccontare.

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