Fiorenzo Naddeo, architetto artigiano “a chilometro zero”

Un bau­le del­le mera­vi­glie, una sca­to­la magi­ca da cui esco­no ogget­ti mul­ti­co­lo­ri.​ Quan­do si par­la con Fio­ren­zo Nad­deo, archi­tet­to di for­ma­zio­ne ma che ama defi­nir­si ” arti­gia­no a chi­lo­me­tro zero”, l’ impres­sio­ne è di tro­var­si davan­ti ad una casca­ta di ogget­ti mul­ti­co­lo­ri,​ ad un rin­cor­rer­si di idee.

Lo incon­tria­mo in Cor­so De Gaspe­ri, alle pre­se con il suo ulti­mo lavo­ro: la tra­sfor­ma­zio­ne di una sto­ri­ca bot­te­ga di bar­bie­re in nego­zio di pro­dot­ti di eccel­len­za gastro­no­mi­ca.​ Tra pare­ti deco­ra­te, uno spec­chio appe­na mon­ta­to, pez­zi di arre­do, accet­ta di rac­con­tar­ci la sua avventura.

“Ho stu­dia­to da gra­fi­co pub­bli­ci­ta­rio, poi archi­tet­to ma il pas­sag­gio dal­la mati­ta al Pc non mi è pia­ciu­to,​ ho pre­fe­ri­to,​ in qual­che modo rein­ven­tar­mi,​ diven­ta­re arti­gia­no ‘a km zero’. Mi pia­ce inter­pre­ta­re l’a­ni­ma di un loca­le, di una casa, esse­re sul posto piut­to­sto che sedu­to davan­ti al computer “.
“Amo gira­re per mer­ca­ti­ni, sono un accu­mu­la­to­re com­pul­si­vo.​ Mi pia­ce rac­co­glie­re qual­sia­si oggetto:cartoline d’e­po­ca, ogget­ti d’ar­re­do, tut­to ciò che ha sapo­re di cose pas­sa­te”. Nasco­no così inso­li­te lam­pa­de da vec­chi asciu­ga­ca­pel­li o da coc­co­dril­li o ser­pen­ti in gom­ma. Ma anche cusci­ni d’ar­re­do rea­liz­za­ti con col­le­zio­ni di foulard.

 

E pro­prio giran­do nei mer­ca­ti­ni Fio­ren­zo Nad­deo ha sco­per­to un ogget­to, che ha dato una ‘svol­ta’ alla sua atti­vi­tà: il rul­lo in gom­ma che si usa­va già negli anni ’40, soprat­tut­to nel­le case di cam­pa­gna per simu­la­re le car­te da para­ti. “Tra mer­ca­ti­ni e su inter­net ormai ne pos­sie­do cir­ca 70 con la pos­si­bi­li­tà di ripro­dur­re le più sva­ria­te fan­ta­sie, da quel­le flo­rea­li, a quel­lo di stam­po orien­ta­le,​ a quel­le geo­me­tri­che. Fac­cio la pro­va colo­re, cer­co di capi­re l’a­ni­ma del­la casa e ini­zio il mio lavoro”.

“Nel­la mia vita- rac­con­ta anco­ra- ho accu­mu­la­to di tut­to ma anche tan­ta espe­rien­za.​ Pos­so dire che la mia filo­so­fia è ‘recu­pe­ra, riu­sa, rein­ven­ta’, ossia non spre­ca­re i mate­ria­li che pos­so­no ave­re più vite. Mi pia­ce pro­va­re, spe­ri­men­ta­re”. Un desi­de­rio che non è venu­to meno anche in que­sto stra­no 2020, in cui il Covid ha con­di­zio­na­to le nostre vite. ” Nel­la pri­ma fase si è fer­ma­to tut­to- dice- ogni pro­get­to che dove­va par­ti­re si è con­ge­la­to.​ Poi da giu­gno c’è sta­ta una incre­di­bi­le fre­ne­sia, qua­si si voles­se recu­pe­ra­re il tem­po per­du­to. Ora sta di nuo­vo ral­len­tan­do ma per for­tu­na ho accu­mu­la­to tan­ti pro­get­ti che mi per­met­to­no di con­ti­nua­re a lavorare “.

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